
note biografiche:
Arianna Fabrizi de Biani è un’artigiana e formatrice con base a Bruxelles. Originaria di Firenze, ha studiato architettura prima al Politecnico di Milano e poi all’Université libre de Bruxelles. Successivamente, si è formata come artigiana presso il Centre des Métiers du Patrimoine la Paix-Dieu (AWaP) (BE). Nel 2022, Arianna Fabrizi de Biani ha fondato ACRUMA, una struttura specializzata nell’applicazione e nella promozione di intonaci a base di argilla e calce, collabora con architetti, artisti e artigiani, privilegiando l’uso di materiali naturali stabilendo un ponte tra architettura, artigianato e decorazione. Forte di una profonda conoscenza del patrimonio edilizio, Arianna opera in cantiere applicando tecniche come graffito, bassorilievo e pochoir. La sua expertise in particolare nel graffito si distingue per una triplice applicazione: il restauro conservativo di facciate Art Nouveau, essendo guida per la Maison Cauchie a Bruxelles e con progetti contemporanei, unendo così valorizzazione storica, sensibilizzazione e innovazione decorativa. Dal 2025, la trasmissione del sapere costituisce il terzo asse centrale del suo lavoro: Arianna interviene come formatrice in diverse strutture e contesti e agisce come referente tecnica per cantieri partecipativi, contribuendo a diffondere e condividere i saperi legati alla terra cruda.
Vincenzo Dibiase “Brigante” per gli amici, nasce a Marsicovetere (PZ) nel 1983. Dopo il diploma da geometra, nel 2006 approda a Roma, dove scopre la sua vera passione: il restauro ligneo e la decorazione pittorica. Da lì inizia una lunga collaborazione con il suo maestro restauratore, tra Roma e Latina, facendo esperienza sul campo (e sulle mani!). Nel 2011 si innamora dell’arte del graffito polistrato montemurrese, imparando ogni segreto della tecnica muraria fino a diventarne un vero esperto. Dal 2013 è il punto di riferimento della Scuola del Graffito Polistrato di Montemurro, dove guida laboratori e progetti con entusiasmo e creatività. Nel frattempo non abbandona mai il mondo del restauro e dell’arte, sperimentando con materiali, stili e tecniche sempre nuove.Tra un graffito e un mobile antico, trova anche il tempo per una parentesi parigina che gli apre nuovi orizzonti artistici. Dal 2020 al 2025 lavora a Milano con Officina Antiquaria, specializzandosi nel restauro del modernariato d’autore. Un percorso in continua evoluzione, sempre alla ricerca di nuove sfide… con il sorriso e gli attrezzi in mano!
note sull’opera:
L’incontro artistico tra Arianna Fabrizi De Biani e Vincenzo Dibiase nasce nell’ambito di una borsa di studio che Arianna ha dedicato alla ricerca sul graffito in Italia. Dopo il Veneto, dove Arianna ha indagato i colori delle terre e i pigmenti naturali legati alla tradizione artistica veneta, e Firenze, dove ha approfondito il graffito toscano e il suo linguaggio decorativo bicromatico, la ricerca è approdata a Montemurro, per esplorare la tradizione del graffito polistrato sotto la guida di Vincenzo Dibiase.
Nel mese di agosto 2026 i due artisti hanno lavorato fianco a fianco nel laboratorio di Giuseppe Antonello Leone, pioniere del graffito polistrato. Negli anni Sessanta Leone esplorò la Val d’Agri alla ricerca di sabbie colorate e produsse parte dei propri pigmenti dalle terre locali. Arianna e Vincenzo hanno cercato di ripercorrerne le “orme”, studiando i colori del paesaggio montemurrese in un costante scambio di conoscenze.
Dopo lo studio dell’esperienza di Leone, i due artisti sono partiti alla ricerca delle terre autoctone, grazie al fondamentale aiuto degli abitanti del luogo, che hanno indicato luoghi e spazi sulla base dei loro ricordi. È seguita una fase di test empirici sulle terre trovate e una catalogazione degli esperimenti: le terre del posto sono state mescolate con diverse ricette con sabbia e argilla o calce, oppure utilizzate solo come pigmenti. I test sono stati poi riprodotti su piccoli supporti, come mattonelle e tavolette lignee.
Da questo lavoro nasce una piccola esposizione di terre, sabbie e pigmenti locali: un omaggio congiunto al paesaggio artistico e fisico di Montemurro, presentata in occasione di Magnifica Humanitas, l’edizione artistica 2026 dedicata al graffito polistrato. Durante la settimana dell’evento, Arianna e Vincenzo hanno inoltre realizzato due opere su supporto ligneo di 80 × 80 cm, pensate per essere lette insieme: entrambe sono eseguite esclusivamente con le terre del luogo e frutto di uno scambio reciproco di tecniche, saperi, gesti e pratiche creative.
Arianna Fabrizi de Biani
Realizzato in un mese di residenza artistica, il graffito a cinque strati è eseguito con calce, sabbie di Montemurro e pigmenti naturali estratti dalle stesse terre che ispirarono Leone: un ponte ideale tra la sua ricerca sull’affresco e la sperimentazione dell’artista sul graffito, un’incontro tra questa eredità storica e la sperimentazione contemporanea. Il disegno geometrico è il filo conduttore dell’opera, con le forme analizzate in rapporto allo spessore degli strati di malta. Un gioco di cerchi che si intersecano si moltiplica attraverso i cinque livelli di intonaco, facendo emergere fiori geometrici. L’intensità della graffiatura varia: a volte gradualmente, altre volte con la rimozione simultanea dei cinque strati, che crea un effetto di bassorilievo in cui luci e colori si fondono. I fiori, infine, si trasformano in un elemento grafico che sembra svolazzare libero nello spazio del supporto.
Vincenzo Dibiase
Il lavoro di Vincenzo è un graffito in terra cruda, composto da sabbie e terre argillose mescolate con acqua. Quattro colori naturali vengono applicati dividendo inizialmente il supporto in quattro parti e poi sovrapponendo gli stessi colori in modo sfalsato, per creare una stratificazione cromatica. Il graffio, elemento identitario della tecnica, attraversa e suddivide la superficie in una moltitudine di piccoli riquadri. Ogni incisione genera una forma diversa, trasformando l’intera superficie in un insieme di variazioni, tracce e segni irripetibili.









